Bolletta spericolata

Non sarà stato un tantino sopravvalutato?

Sono state le ultime parole di iputanonion 5, ammazzato da un fan del Komandante giusto due anni fa. Un bar di provincia, uno dei tanti in una mattinata come tante. La radio passa il GR Emilia Romagna, Francesco Rossi – il giornalistabot che legge tutto con la stessa intonazione, dall’omicidio alle previsioni del tempo – annuncia che il Blasco ha in programma un giubileo di concerti per dire addio al palcoscenico. Gianernesto Spazzacrontide, alias iputanonion 5, pone allora la fatale domanda. Quello che fino ad allora aveva considerato un amico (di cui non faremo il nome, basta leggere la cronaca nera dell’epoca) si alza di scatto e stringe il collo del malcapitato in una morsa letale. Il 118 non può far altro che constatarne il decesso. Gianernesto Spazzacrontide come esigeva essere chiamato – nessun Gian o Erni o Spazza o Cronti – lascia una manomissione a metà ed un vuoto incolmabile in ciascuno di noi. E dire che lui, ad un concerto di Vasco, ci era anche stato. Correva l’anno 2007 e per caso un amico aveva dei biglietti in più. Ci andò. E fu magico. In coda per la birra, quello davanti si scansò e la bevanda lanciata dal barista lo centrò sulla maglietta. Fumò tantissima marijuana (o era fumo?), incontrò per caso (c’era a malapena Facebook e certamente non Whatsapp) uno dei suoi più cari amici, cantò a squarciagola. Dormì 22 minuti e poi andò a sostenere l’esame di Letteratura Inglese. Rischiò la bocciatura ma stupì la docente snocciolando una conoscenza non comune di “The waste land” di T.S. Eliot e fu facile perchè gli bastò pensare al proprio fegato dopo quella pazza serata.

Cosa voleva comunicare qui l’artista: è un omaggio ad un caro collega, volato via troppo presto. Così pure un togliersi il cappello di fronte ad un artista che è riuscito ad attraversare, intercettare, tante generazioni di fan. Ci si sta comodi nella musica di Vasco perchè parla di me, di te, eh già, alla pancia e al cuore. Basta aprire il rubinetto e quando l’acqua è ad una temperatura accettabile togliersi i vestiti, sdraiarcisi dentro, reclinare la testa e chiudere gli occhi. Si, stupendo, ma con la doccia si risparmia acqua, è bene ricordarlo, coi tempi che corrono.