La colazione degli imputati

A casa dell’Avv. On. Sen. Dott.ssa e chissà quanti altri titoli, Giulia Bongiorno, la roba nel frigo non scade, al massimo va in prescrizione. Fidatevi, non vorreste risvegliarvi e trovare lei che vi offre la colazione. Significherebbe che la sera prima o fino al 1980 avete fatto qualcosa di molto brutto. O perlomeno: siete sospettati di aver fatto qualcosa di molto brutto. Come Sollecito, Andreotti, Salvini e compagnia più o meno bella. Dalla parte dei supposti cattivi, spesso. Dei PA (Potenti Abbienti) sempre. Torna infine la cosiddetta questione meridionale, con cui noi put an onion non riusciremo mai veramente a far pace: può una palermitana essere senatrice in quota ad un partito il cui fondatore (ma è ancora vivo Bossi? E il mitico Trota?) soleva dire – tra le altre – “Aiutare il sud a casa loro, sennò straripano qui (al nord ndpaa) come africani!”? Salvini – figuriamoci – ha idee totalmente diverse in effetti, spesso confuse e contrastanti ci permettiamo di aggiungere. Infatti Pontida è in provincia di Ragusa, l’acqua che finisce nell’ampolla è quella della diga di Blufi e la folla di iscritti e militanti cala dalle vette delle Madonie al grido di “Trinacria libera!” e – i più scalmanati – “Speriamo che il Po li porti via tutti”.

Cosa voleva comunicare qui l’artista: per chi se lo può permettere, la giustizia è più giusta. No anzi diciamo che è più affettuosa, si vede insomma che le dispiace, umanamente parlando. E quindi coccola anche un po’, porta la colazione a letto e cerca in tutti i modi di non urtare la sensibilità. Chi è sceso in piazza per difendere la riforma e promuovere il referendum sulla giustizia, ha sventolato la foto di Enzo Tortora nel segno e nel ricordo di Silvio Berlusconi. Vorremmo tanto che fosse un brutto sogno. O l’ultimo – amici Virginiana, chiediamo venia – lunedì del mondo, poi, martedì apocalisse e chi s’è visto s’è visto. Invece tocca continuare a soffrire.