
Non si tratta di una manomissione ad orologeria. L’opera in questione era stata completata almeno un anno fa. Sfortunatamente, come collettivo, rifiutiamo il backup come mezzo per risolvere gli inconvenienti informatici. Dunque quella versione di “Visibilia” è andata perduta. D’altronde non tutte le borse di Hermès nascono contraffatte. Ma in fondo meglio così perchè questa calza a pennello con le dimissioni della nostra adorata Daniela Santanché, prodigiosa imprenditrice, pazzesca ministra del turismo. Da Cuneo, una scappata a Verzuolo a recuperare l’amico Flavio e poi via alla conquista di Forte dei Marmi, le aziende, fino alla Camera e al Senato. Ha scritto “Sono una donna sono la Santa” e no, non è una delle nostre stravaganze. Indelebile il dito medio agli studenti, un Cattelan al contrario; e non è probabilmente un caso che nello scatto (che l’ex ministra dichiarò di non ricordare) sia stato immortalato un Bocchino. Italo. Cosa avevate capito?
Cosa voleva comunicare qui l’artista: Daniela appare sopresa. Anzi no, turbata. Proprio nel momento in cui dovrebbe godersi il selfie e il bagno di folla – che la osanna e la acclama – arriva la notizia tanto temuta: Giorgia-Salomè ne ha chiesto la testa. Affronta la situazione con la dignità e il completo di Gucci che l’hanno sempre contraddistinta. Si gira verso i suoi sostenitori e dichiara: “Abituata a pagare i miei debiti”. Qualcuno si commuove, il grido “DA-NIE-LA! DA-NIE-LA” si fa più turgido. Si sfregano le mani l’agenzia delle entrate e l’Inps. Sallusti – dopo aver addentato il collo della nuova stagista di “4 di sera” per riprendere un minimo di colorito – versa una lacrima nostalgica, nel camerino, davanti allo specchio incapace di restituirgli la propria immagine.
