Ci sono i tuoi amici

Pavimentirerì per andare
In un mattino sovrannaturale

Ci è voluto un po’ prima di capire che cosa davvero dicessero i testi degli Afterhours. Sia sul piano allegorico e metaforico, sia letteralmente.

Calzino bianca va
Commuoverà onestà
Trombato tecnologico
Che sega la martire

Sfido chiunque a indovinare le parole senza consultare sul web il testo originale. Non era ovviamente “Pavimentirerì” ma “Ora attirami a te”. Non era “bianca” ma “bianco”; non “commuoverà” ma “commuove l’onestà”; non “trombato tecnologico che sega la martire” bensì “Trovato tecnologico votato martire”. Ecco, adesso ha un senso in effetti. Quasi. Superato in ogni caso l’ostacolo linguistico – parliamo esclusivamente per noi – si spalanca dinnanzi un grande prato verde dove nascono speranze, sesso, violenza e disagio, che rendono la pelle splendida. E questa era facile. Divertenti e giocherelloni in Dura essere Silvan, in cui il mago ricorda Triboulet – che diventerà Rigoletto ne La Traviata -, il giullare di Hugo obbligato per condizione a rendersi ridicolo anche quando gli stuprano la figlia; martellanti in Neppure carne da cannone per Dio, una corsa a perdifiato dentro le dinamiche dell’industria musicale? Lewiscarrolliani e più in acido di Alice, per l’appunto, in Rapace, brano perfetto per sprintare nel traffico mattutino, armati di neoborocillina. Profondamente scorretti in Lasciami leccare l’adrenalina: oggi verrebbe censurata e finirebbe come minimo al centro di interrogazioni parlamentari, Giletti (Santo Cielo!) si masturberebbe all’idea di condannare, in prima serata, un deliberato atto di istigazione alla violenza di genere, Salvini snocciolerebbe il rosario e direbbe che Agnelli gli piaceva all’inizio ma adesso uhm non sa uhm, Valditara darebbe la colpa all’immigrazione, nel dubbio. Beati i popoli che non hanno bisogno di qualcuno che gli dica che le cose che sentono nelle canzoni o vedono sui social o in TV possono anche non essere messe in pratica.

Cosa voleva comunicare qui l’artista: la trasformazione di Agnelli negli anni ha del miracoloso. Dalla poco avvenente zia della porta accanto a indiscutibile sex symbol. Quando pronuncia Filfiri con quella “r” arrotatissima, un orgasmo multiplo coglie alla sprovvista tutte le donne di una zona ideale che va da Ceriano Laghetto a Busnago (la Brianza “velenosa” di mastro Lucio, in pratica). Manuel lo sa, si liscia i capelli e sorride sornione. Seminando ulteriore piacere da Terre di Canossa almeno fino a Grottammare, dove i restringimenti di carreggiata limitano e disperdono l’effetto afrodisiaco. A proposito di lavori autostradali: Dove si va da qui è proprio la domanda che l’automobilista si pone quando è obbligato ad uscire a Val Vibrata, patria dei doppi sensi, alternati e non. Ed è anche – sempre a personalissimo gusto – un pezzo bellissimo, delicato, suonato e cantato con cura, in punta di piedi, quasi a non voler disturbare ma capace comunque di entrare in circolo e diffondere un effetto benefico. La Pelle al centro e tema di tanto repertorio, gli Afterhours sono band cartesiana a metà tra res cogitans e tanta, cazzuta, res extensa.